lunedì 20 febbraio 2012

Visco: «Il 2012 sarà un anno di recessione» - Paola Pica su Corriere della Sera

Ignazio Visco
«Il 2012 sarà un anno di recessione», con il Pil in calo medio dell'1,5%, «ma bisogna guardare avanti» perché una stabilizzazione dell'attività produttiva è alla vista già nel secondo semestre e il ritorno alla crescita è possibile nel 2013. Attende la schiarita il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e alla sua prima uscita pubblica, a Parma dove è in corso il Forex, chiede ai banchieri che lo ascoltano in prima fila di non «asfissiare» le imprese. Abbiamo evitato il credit crunch, la stretta creditizia, dice in sostanza Visco, ora «le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene» il loro mestiere, essere prudenti, ma fare in modo che «l' economia non entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sé le prospettive del sistema bancario». I dati dell'ultimo scorcio dell'anno, si sa, sono drammatici e il Governatore non li nasconde in una relazione che, alla fine, passa l'esame della platea di una delle maggiori associazioni europee degli operatori finanziari. In dicembre i prestiti alle imprese si sono contratti di 20 miliardi, un record che il successore di Mario Draghi, chiama «entità della diminuzione molto elevata nel confronto storico». Anche i finanziamenti alle famiglie sono calati. E «un' ulteriore lieve contrazione del credito si sarebbe verificata in gennaio».
BONUS: VIA NAZIONALE CHIEDE RIGORE - Finanziarie le imprese e le famiglie, raccomanda Visco, non è in contraddizione con i piani di potenziamento patrimoniale chiesti dalle autorità europee che, anzi, vanno portati avanti proprio con l'obiettivo di sostenere l'economia. Il Governatore riconosce lo sforzo compiuto da Unicredit con la ricapitalizzazione da 7,5 miliardi, la più imponente mai tentata in Piazza Affari, e la porta come esempio: "Una grande banca ha già portato a termine con successo un forte aumento di capitale, da solo esso copre la quasi totalità delle sue esigenze patrimoniali e quasi la metà del del deficit complessivo delle banche italiane". Ma il rafforzamento passa anche attraverso il rigore sui bonus ai top manager. "Ci aspettiamo che le prossime decisioni delle banche in tema di politiche dei dividendi e remunerazione tengano conto di queste necessità" avverte. Difficile trovare nell'auditorium della Fiera di
Parma qualcuno che non sia allineato alla richiesta di sobrietà. " In questi quattro anni di crisi non ho preso un euro di bonus ed e' giusto cosi''', dice l'amministratore delegato di Ubi, Victor Massiah. "E' un atto di coerenza con i tempi attuali, una correzione degli eccessi del passato che noi sposiamo in pieno e che stiamo attuando con il blocco delle retribuzioni e con un contributo volontario del 4% da parte dei manager con le retribuzioni più alte" commenta Enrico Cucchiani consigliere delegato di Intesa Sanpaolo.
I BANCHIERI: CREDITO NON SI FERMERA' - "Nel 2011 abbiamo aumentato i flussi del credito a lungo termine del 15% e sono aumentati del 17% i prestiti alle pmi e per quel che ci riguarda andremo avanti in questa direzione" commenta ancora Cucchiani che registra tuttavia "la contrazione della domanda di credito da parte delle imprese". Tanto il direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro, quanto il presidente di Piazza Cordusio Dieter Rampl che proprio qui a Parma ha ufficializzato la sua ricandidatura al vertice della banca per il prossimo triennio "in presenza di un progetto valido", trovano nell'intervento di Visco "un'analisi profonda del sistema bancario italiano". " Noi dobbiamo supportare adesso l' economia ed è esattamente quello che UniCredit farà, cosa che - per Rampl - è più facile dopo l' aumento di capitale rispetto a prima". Ma non va trascurato, per Nicastro, il passaggio in cui il Governatore ricorda come sui conti delle banche si siano riversati "in primo luogo le difficili condizioni in cui versa una parte rilevante del sistema produttivo italiano".
CANNATA: BTP, TORNA LA FIDUCIA - "Il quadro sta certamente migliorando, gli investitori internazionali sono tornati a comprare i nostri titoli di Stato" Maria Cannata, direttore del Debito pubblico al ministero dell'Economia commenta così i segnali di distensione su Btp e spread, prima di prender parte alla tavola rotonda conclusiva sulla tenuta della moneta unica. "La crisi è stata soprattutto di fiducia e questa sta gradualmente tornando nei confronti dell'Italia. Pesa la questione Grecia e speriamo possa venire risolta presto e per il meglio". Nella sua re lazione Visco aveva messo in guardia dalla nuove turbolenze portate proprio dalla crisi di Atene con le "inquietudini degli investitori sui titoli di Stato attenuate rispetto ai momenti peggiori, ma non dissipate".

Nessun commento: