giovedì 1 marzo 2012

I rottamatori del Pd ci riprovano. Da Canossa la crociata anti corruzione - Thomas Mackinson su Il Fatto Quotidiano

Vogliamo un Paese a corruzione zero”. La notizia è che ci provano. Una parte del Pd si è data appuntamento il 3 marzo per parlare senza sconti di corruzione e di etica pubblica. E per mettere sul tavolo proposte da mettere nero su bianco per la lunga stagione elettorale che si sta preparando. Perché l’Italia continua ad avere livelli di corruzione insopportabili: 60 miliardi di euro l’anno, più di una manovra finanziaria, una tassa occulta. E i partiti? Oltre a essere spesso i leader indiscussi del settore – grazie a 85 parlamentari con pendenze giudiziarie – sembrano ormai incapaci di affrontare la questione. Tutti? Forse no. O almeno ci credono gli organizzatori della prima “Assise nazionale sulla lotta alla corruzione” che si terrà il 3 marzo prossimo in Emilia. Sono gli esponenti del Pd Giuseppe Civati, Debora Serracchiani, Pina Picierno ed altri esponenti della società civile, più o meno giovani anagraficamente, ma tutti legati dalla volontà di muovere qualcosa in un partito che su temi cruciali sembra come fossilizzato.
L’evento si chiama “La politica va a Canossa”, ed è un appuntamento di “Prossima Fermata Italia”, il progetto di stazioni tematiche-itineranti dedicato all’attivismo e alla partecipazione politica. L’evento sarà articolato in due momenti (la mattina dalle 10 alle 13 e il pomeriggio dalle 15 alle 18) e trasmesso in streaming sull’home page del sito www.prossimaitalia.it e seguito in diretta su Twitter tramite l’hashtag #corruzionezero. Tra gli altri arriveranno a Reggio il giurista Stefano Rodotà, i giornalisti del Fatto Quotidiano Marco Travaglio e Peter Gomez, la giornalista del Foglio Nunzia Penelope, l’ex numero uno
di Asìa Napoli Raphael Rossi, i professori Alberto Vannucci, Cristina Brasili e Cristina Dallara ma anche Elio Veltri, Pierpaolo Romani, Massimo Romano, Cristian Vaccari, Filippo Taddei e Giorgio Belettini. Ernesto Ruffini, invece, leggerà alcuni passi scelti dall’ultimo discorso parlamentare di Aldo Moro mentre il sindaco di Bari Michele Emiliano si collegherà in videoconferenza.
L’incontro ha il sapore di una sfida e a spiegarlo è Pippo Civati. “Non c’è differenza deontologica tra destra e sinistra in questi comportamenti che sono umani. Ma la sinistra”, sostiene il consigliere regionale del Pd, “può ancora essere ‘migliore’ se sa porre il tema su un piano scomodo come quello politico, senza nascondere la testa sotto la sabbia e cercando soluzioni concrete per prevenire e ridurre il rischio”. La destra, invece, “ha un deficit maggiore di credibilità perché negli ultimi vent’anni ha pensato che costituire le cricche fosse la strada per liberalizzare il paese. Un suicidio concettuale della destra italiana”.
Il punto di partenza è che la corruzione costa. “Costa sia in termini oggettivi come denaro sottratto alle casse pubbliche e alle attività economiche dei privati sia come arretramento di credibilità della politica quando si trova a compiere azioni concrete”, prosegue Civati. “Una classe politica corrotta non avrà mai il consenso per fare delle buone riforme e delle buone leggi e sarà sempre costretta a trovare compromessi al ribasso e sponde con chi offre scorciatoie e voti a buon mercato. Combattere la corruzione ha un valore economico anche superiore a tante misure che stabbo facendo scalpore in questi giorni”.
Il punto di arrivo sono cinque proposte concrete. Un sito unico gestito da un ente terzo che pubblichi tutte le transazioni di partiti, fondazioni politiche e comitati elettorali superiori a 500 euro. Una nuova disciplina delle cause di ineleggibilità e decadenza di ogni eletto condannato in via definitiva per delitti contro la pubblica amministrazione. Estensioni delle tutele per chi denuncia. “White list” di operatori economici che adottino soluzioni di trasparenza come la composizione societaria, il casellario giudiziale di titolari e soci, i bilanci e gli elenchi dei fornitori e subappaltatori. Sanzioni pecuniarie e meccanismi fondati sul danno punitivo, oggi assenti, potranno avere un valore deterrente.
La convinzione dei promotori è che il clima dell’Italia di Monti sia quello giusto per una svolta. “Ha rinnovato l’attenzione verso la fedeltà fiscale e questo sta cambiando il ‘frame’ del Paese. I blitz alla Cortina sono tecnicamente possibili da sempre ma per vent’anni sono stati tenute volutamente a freno. Si può fare di più, si può alzare il tiro. Andando ad esempio a scardinare un paradiso fiscale che non sta nel lontano Pacifico ma a pochi chilometri da casa nostra, in Svizzera”. Anche di questo si parlerà.
La speranza che porto io è quella di diventare europei anche su questi temi”. Debora Serracchiani arriva da Bruxelles con una valigia carica di esperienze. “C’è una normativa europea del 1999 che l’Italia disattende e si basa su tre pilastri: contrasto all’autoriciclaggio, traffico di influenza, corruzione tra privati. Quello che dirò è che siamo un po’ più europei nella lotta all’evasione, ora dobbiamo diventarlo con la corruzione. Porto anche l’esperienza di Paesi del Nord Europa e di ex colonie che hanno da vent’anni politiche di educazione alla legalità nelle scuole e di fatto hanno i tassi di corruzione più bassi. Si può imparare dai vicini quando non si hanno idee migliori. Facciamolo”.
Non sfuggirà a nessuno che la giornata sarà vista con un occhio attento dall’apparato del Pd ache sembra giusto tollerare le spinte al cambiamento. Osservati speciali… “Il Pd – sostiene Civati – deve maturare una propria posizione su questi temi. Altrimenti li regala all’antipolitica. Ma l’unico modo è farli propri. Il Partito democratico non ha perso voti per un caso, sia Penati o Lusi, ma certo ne avrebbe guadagnati interpretando i temi che hanno sollevato e dicendo chiaramente cosa intende fare perché non si vierifichino più, serve maggior rigore e coraggio, anche nell’ammettere che non si hanno ricette pronte. Ma bisogna arrivarci. Non basta limitarsi a frasi di circostanza tipo “ci auguriamo che la Magistratura faccia chiarezza al più presto”.
E’ un po’ poco e l’imbarazzo non è una categoria della politica”. E’ un po’ quello che succede con altre battaglie, come quelle sulle primarie per i parlamentari, o il limite ai mandati degli eletti. “Sono tutte questioni ritenute eversive ma secondo noi sono quelle che in realtà farebbero vincere le elezioni al Pd”. Gli organizzatori puntano a dimostrare che l’etica pubblica è possibile, subito. Ogni spesa per la giornata di Canossa e le successive tappe sarà rendicontata puntualmente sul sito. Un buon inizio.

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