giovedì 1 marzo 2012

Meno egoismo e più idee - Helmut Kohl su Repubblica

Helmut Kohl
La mia visione per l´Europa era e resta quella dei padri fondatori dell´Europa: è la visione dell´Europa unita, ciò che significa la visione di una convivenza sempre più stretta, sempre più insieme e interconnessi nel nostro continente.
Il motivo e la riflessione più importanti che mossero i padri fondatori d´Europa - da Winston Churchill ad Alcide De Gasperi, Jean Monnet e Robert Schuman fino a Konrad Adenauer - resta valido ancora oggi. Fu allora il riconoscersi nell´intesa su una priorità: mai più guerra! Volevano un´Europa che finalmente, dopo due orribili guerre che le avevano portato tanti tremendi dolori e miseria, divenisse più saggia. E i padri fondatori d´Europa si trovarono d´accordo: solo l´Europa unita ci avrebbe dato la speranza di una durevole pace e libertà.
Chi, come me, ha vissuto da giovane la guerra con i suoi orrori e le emergenze tremende della vita, può giudicare con la sua stessa esperienza personale quale valore l´Europa unita abbia per la pace e per la libertà. Chi invece non ha sperimentato tutto ciò sulla sua pelle e - magari proprio adesso, nel bel mezzo della crisi che stiamo vivendo - si chiede che cosa ci porti davvero l´unità dell´Europa, merita una risposta precisa.
E tale risposta è semplicemente che, malgrado un periodo di pace durato finora già 65 anni, un periodo di pace d´una lunghezza senza precedenti nella nostra Storia, e malgrado alcuni problemi e difficoltà che possiamo ancora risolvere e tenere sotto controllo, quel che l´Europa unita ci porta è la pace. Guardiamo oltre l´orizzonte del nostro piatto, guardiamo nella Storia. E allora ci sarà chiaro: i nefasti fantasmi del passato non sono per nulla fugati, anzi potrebbero ancora tornare tra noi, in ogni momento. In altre parole: l'Europa resta una questione di guerra e pace, e del pensiero del bisogno di pace quale energia che muove
l'integrazione europea.
I visionari di allora erano ben consapevoli, che il cammino dalla loro visione europea a una realtà europea sarebbe stato difficile e lungo. Eppure non si lasciarono fuorviare. Loro - e non certo i dubbiosi e gli incerti, e già allora ce n´erano abbastanza - si sono rivelati alla fine i veri realisti. Negli ultimi decenni abbiamo conseguito progressi enormi in Europa. Tra l´altro, poco più di vent´anni fa abbiamo abbattuto pacificamente la Cortina di ferro, abbiamo conseguito la riunificazione tedesca in pace e nella libertà e con l´assenso dei nostri vicini e dei nostri partner nel mondo. Abbiamo anche compiuto la riunificazione dell´Europa - ben dieci dei 27 Stati membri dell´Unione europea, non dimentichiamolo, appena vent´anni fa erano al di là della Cortina di ferro - e abbiamo una valuta europea comune, l´euro, che rende l´Europa un processo irreversibile. Tutte queste nostre grandi conquiste rafforzano l´Europa quale luogo della pace e della libertà, nella competizione globale, e quale partner del resto del mondo.
Chi oggi nel mezzo della crisi dubita e tentenna, ascolti la mia obiezione: dove saremmo oggi in Europa, se avessimo sempre scelto di soccombere agli spiriti ristretti e ai portavoce dell´eterno dubbio e scetticismo, e non avessimo invece pensato ad attuare la grande idea europea contro enormi resistenze? Intendiamoci, è ben vero che questa via verso l´Europa è stata spesso ardua. A volte ci è anche accaduto di compiere due passi avanti e un passo indietro, e non sempre siamo andati così avanti quanto ci eravamo decisi a fare. Ma anche queste contraddizioni appartengono all´Europa, e in futuro ciò al fondo non cambierà.
Cioè non cambierà la necessità di non esigere troppo l´uno dall´altro, e invece di creare il possibile insieme e di andare avanti con capacità di resistere a un lungo sforzo, determinazione di conseguire i nostri obiettivi, e anche con audacia. Queste furono le premesse decisive di quella storia di successo chiamata integrazione europea. E questa è anche la lezione decisiva per oggi: il futuro non appartiene ai tedofori del dubbio, bensì a coloro che muovono la realtà con un obiettivo chiaro davanti agli occhi. Sulle fondamenta, che così furono costruite, la casa europa potrà essere ulteriormente edificata, ampliata e resa sempre più solida. Non possiamo permettere che l´attuale discussione in Europa e la situazione di seria crisi in Grecia ci spingano a perdere di vista l´obiettivo dell´Europa unita, o meno che mai di metterlo in forse, o di tornare indietro sui nostri passi. È invece giusta la scelta opposta: dobbiamo trasformare la crisi in una chance.
Proprio oggi, abbiamo bisogno di più Europa, e non di meno Europa. L´Europa è il nostro futuro. Non esistono alternative all´Europa. Tutti abbiamo motivi per essere ottimisti, per confidare che la nostra Europa uscirà rafforzata dall´attuale crisi. Basta volerlo. Non lasciamoci ingannare né fuorviare.

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