lunedì 23 aprile 2012

La sopravvivenza del socialismo - Marc Lazar su Repubblica

François Hollande
Il socialista François Hollande, in testa al primo turno, potrebbe vincere l'elezione presidenziale. Significherebbe il grande ritorno della sinistrae del socialismo? Per un gran numero di esperti e teorizzatori, i concetti di sinistra e di destra sono ormai superati da tempo. Questa era l'idea di fondo che negli anni Novanta legittimò l'impresa di rinnovamento e superamento del socialismo definito della Terza via, sostenuto da Anthony Giddens e dal partito laburista.
IMPRESA che ebbe ripercussioni su tutti i partiti socialdemocratici e socialisti europei. Tranne che in Francia. In verità, il Partito socialista condannò tanto Tony Blair quanto Gerhard Schröder e rifiutò addirittura di prendere sul serio quello che tuttavia resterà nella storia della sinistra come una fase di controversie importanti e decisive, il grande dibattito della fine del XIX secolo che si svolse in seno all'Spd tra Eduard Bernstein e Karl Kautsky.
Come si spiega questa particolarità tutta francese che fa sì che oggi François Hollande appartengaa un partito che rivendica orgogliosamente la denominazione di socialista? Una prima spiegazione è correlata al sistema elettorale in vigore nella Quinta Repubblica. L'elezione del presidente su due turni e poi le vicine elezioni legislative a scrutinio maggioritario uninominale a due turni spingono alla bipolarizzazione tra una sinistra e una destra, con conseguente asfissia del centro. Ciò che più conta, e questo è il secondo elemento fondamentale, tutto ciò accade in un paese che ha inventato con la rivoluzione del 1789 la sinistra e la destra; divisione che sin da quell'evento iniziatore struttura ancora oggi la vita politica. L'unica eccezione - ma di grande portata -, sotto la Quarta come sotto la Quinta Repubblica fu il generale De Gaulle, che volle essere al di sopra delle circostanze per meglio incarnare l'unità
nazionale.
La sinistra resta dunque un valore fondamentale in Francia e coloro che nel Partito socialista hanno tentato negli ultimi tempi di ispirarsi all'estero per dar vita a un grande centro-sinistra sono rimasti in minoranza o sono dovuti andare altrove.
Ma che cosa significa sinistra oggi, e in particolare che cosa indica la parola socialismo? François Hollande non ne ha mai fatto parola nel suo programma o nelle sue dichiarazioni, il chea ben pensarciè del tutto normale per un uomo che aspira alla massima carica della Repubblica e ha dunque allo stesso tempo necessità di radunare sotto di sé il proprio partito e bisogno di attirare gli elettori moderati. Il suo partito, al contrario, ha cercato per venti anni di adeguare la sua dottrina alle grandi trasformazioni in corso, come la globalizzazione, l'avvento del capitalismo finanziario, i mutamenti della società - con l'intensificarsi delle ineguaglianze, l'aumento dell'individualismo, le preoccupazioni riconducibili all'insicurezza,i conflitti tra varie comunità - le sfide poste dall'ambiente, i flussi migratori, i cambiamenti della democrazia, l'avanzare del populismo e così via.
Senza mai aderire ufficialmente alle tesi della Terza Via, di fatto le si è avvicinata, riconoscendo l'economia di mercato nel momento stesso in cui proponeva di regolamentarla a livello di nazione, di Europa e di mondo, integrando le aspirazioni ecologiste e sforzandosi di soddisfare le aspirazioni libertarie delle classi mediee le rivendicazioni per la sicurezza delle fasce popolari.
Sussistono tuttavia le particolarità del suo riformismo che egli oggi rivendica apertamente: l'importanza accordata allo Stato, la generosità dei sussidi sociali, una retorica alquanto radicale per contrastare la concorrenza a sinistra, molta ambiguità sull'Europa (tenuto conto di quanto questo argomento divida), continui riferimenti alla Repubblica e alla laicità, e infine la forte dedizione al sentimento di eguaglianza.
È questo il socialismo? Si tratta di un grande interrogativo, all'origine di dibattiti senza fine.I marxisti tradizionalistiei rappresentanti della sinistra hanno buon gioco a denunciare la rinuncia alla collettivizzazione dei mezzi di produzione e di quella che essi definiscono la "capitolazione" davanti al mercato. I modernizzatori ribattono dal canto loro che la forza del socialismo scaturisce dal suo continuo adattarsi alle evoluzioni del capitalismo e della società continuando tuttavia a restare fedele ai valori fondamentali dell'eguaglianza e della libertà. In verità, in Francia il socialismo del partito di Hollande, più che un grande disegno teleologico, serve soltanto da testimonianza sullo scenario politico, che gli elettori possono o non possono utilizzare.
Nel 2012, a causa del rigetto generale nei confronti di Sarkozy e della crisi economica, paiono desiderosi di farne uso.

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