mercoledì 16 maggio 2012

Agroenergia, salvezza dei nostri campi Per arrivare alla fattoria a emissioni zero - Carlotta Clerici su Corriere della Sera

Autosufficiente, multifunzionale e a zero-emissioni. Sarà questa in futuro la fotografia delle nostre fattorie. Mondi meno antichi e più sostenibili, dove campi, allevamenti e filiere producono energia verde. Traguardi possibili, visto che l’agricoltura italiana prepara il suo debutto nel mercato energetico. Con la presa di coscienza di giocare, all’interno del settore, un ruolo cruciale. Una consapevolezza che ha posto le basi per il primo accordo di collaborazione da cui potrebbe dipendere anche lo sviluppo delle energie alternative.
INTESA - Un patto d’intesa, firmato nei giorni scorsi a Roma da Enea (Agenzia nazionale per l’efficienza energetica) e Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), per coinvolgere il sistema agricolo e agroalimentare verso la produzione e l’utilizzo di energia pulita. Implementando le tecnologie per l’accumulo energetico e intervenendo su processi produttivi e risorse agricole. «L’agricoltura», afferma Carlo Alberto Campiotti, responsabile dell’unità efficienza energetica di Enea, «per quello che riguarda le rinnovabili è un settore pieno di potenzialità. Non solo per il risparmio, ma anche per la produzione vera e propria dell’energia».
AGROENERGIA – «In Italia», prosegue Campiotti, «questa è la prima volta che si tenta uno sviluppo sostenibile del settore agricolo in maniera totale. Con azioni pratiche che mirano alla riduzione delle emissioni e a valorizzare le fonti agro-energetiche». Uno sviluppo che passa dal recupero energetico dei residui zootecnici e vegetali, ma anche dalla diversificazione e dalla tracciabilità dei prodotti agroalimentari. E, tra i passi più importanti, la produzione di biogas. «In futuro», sottolinea Giuseppe Alonzo, commissario del Cra, «l’uso delle biomasse a fini energetici è il settore strategico su cui concentrare le attività di ricerca e sviluppo tecnologico. Il biogas agricolo, infatti, rappresenta per l’agricoltura la più grande opportunità di sostenibilità energetica ed economica. Ed è per questo motivo», afferma il professore, «che è necessario aiutare le aziende troppo piccole ad affrontare al meglio il mercato energetico. Incentivandone l’unione, ai fini di costruire impianti comuni per la produzione di metano».
CERTIFICATI BIANCHI – In più, a invogliare le aziende agricole alla trasformazione verde, non solo la produzione di biogas, ma anche l’introduzione di nuove certificazioni per semplificare l’accesso agli
incentivi. «Sono molti i punti», puntualizza il responsabile di Enea, «su cui di dovrà intervenire per migliorare l’efficienza energetica del settore. Facilitando i protagonisti a investire in risparmio e innovazione». Tra gli aiuti, l’utilizzo per la prima volta nel settore dei cosiddetti certificati bianchi. Titoli d’efficienza energetica un tempo all’appannaggio esclusivo di industria ed edilizia. «Stiamo preparando», conclude Campiotti, «schede tecniche specifiche per il settore agricolo. In particolare, per l’uso della biomassa solida nel riscaldamento delle serre, per l’uso di biogas nelle imprese agricole, per la riduzione di energia nell’irrigazione e per l’impiego della bioplastica e dell’agricoltura organica».
FATTORIA A ZERO EMISSIONI – A tracciare la strada da seguire per ottenere i certificati bianchi, il primo prototipo di impresa agricola totalmente sostenibile. «Come esempio per le altre aziende», anticipa Alonzo, «abbiamo scelto un’impresa zootecnica di Monterotondo, in provincia di Roma. Si tratta di un allevamento di bovini già molto avanti sul fronte della sostenibilità. Un circolo quasi chiuso, visto che produce già in loco tutto il mangime necessario e utilizza gli escrementi per la produzione di biogas. E che presto verrà dotata di impianti fotovoltaici sui tetti delle stalle e di sistemi per il riciclo dell’acqua sanitaria. Infine», conclude il Commissario del Cra, «per renderla completamente a zero emissioni anche la possibilità di limitare l’anidride carbonica prodotta dalle coltivazioni. Per questo, stiamo inserendo nel suolo del biochar (carbone vegetale per arricchire i suoli, ndr), materiale che trattiene la CO2».
BIOENERGY – Centrale, del resto, il dibattito oramai aperto in tutto l’emisfero per l’utilizzo e lo sfruttamento delle energie naturali all’interno dell’agricoltura. Tra i prossimi, la tre giorni svedese prevista dal 29 al 31 maggio a Jönköping per la sesta edizione del World Bioenergy. Dove, tra escursioni nei campi e sessioni tematiche, si potranno vedere a 360 gradi tutti i possibili utilizzi delle biomasse. Anche grazie a uno dei maggiori eventi mondiali sul tema, il World Pellets 2012. Oppure, per seguire l’esempio delle campagne olandesi e scoprire come far fruttare al meglio l’utilizzo di biomasse, una buona occasione è non perdere ad Amsterdam (28-29 novembre) la seconda edizione di Bioenergy Commodity, una serie di eventi e conferenze per collocare in maniera redditizia l’energia verde sul mercato.

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