martedì 29 maggio 2012

Pd, in direzione rinnovatori alla carica Bersani a Renzi: dai giovani più umiltà - Giovanni Casadio su Repubblica

Dall´ultima direzione Pd a cui ha partecipato è passato quasi un anno, ma Renzi fa sapere che oggi ci sarà, «impegni istituzionali da sindaco di Firenze permettendo». Ad attendere "il rottamatore" nella riunione al Nazareno ci sono i trenta/quarantenni che hanno preparato un documento da mettere ai voti. I "rinnovatori" alla carica. Dopo le amministrative, dopo il boom di Grillo e gli ultimatum di Vendola e Di Pietro, chiedono al segretario tre cose: in autunno primarie per il candidato premier e per la scelta dei parlamentari («Tanto la riforma elettorale chissà dove finirà») e rendere perentoria la regola dei tre mandati parlamentari. Chi li ha superati - Veltroni e D´Alema, ad esempio - a casa. Il documento ha l´adesione di Pippo Civati, di Sandro Gozi, di Paola Concia, di Ivan Scalfarotto (con alcuni distinguo), di Andrea Sarubbi, ma tenta molti altri piddì. Ricambio, apertura, rinnovamento e primarie sono le parole d´ordine che girano nel dibattito sul web, attorno al post di Civati dal titolo "In direzione (ostinata e contraria)" .
Per Bersani non sarà una giornata facile. L´aut aut sull´alleanza politica che gli hanno posto Vendola e Di Pietro (e la frenata speculare che gli chiede Casini) ha sortito un unico effetto: il segretario democratico prende tempo. Per cominciare, non gli è piaciuta la sagoma di cartone che lo ritraeva, nel dibattito tv durante "In Onda", tra Nichi e Tonino: «Il buongusto è facoltativo, non è obbligatorio», è la frecciata. Però la crisi italiana è talmente seria, lo spettro della Grecia, la difficoltà della crescita sono tali, da non consentire di perdersi in provocazioni. Ma c´è una battuta per Renzi da parte del leader Pd: sia più umile. «Lo diciamo a qualcuno dei nostri tra i più giovani: non sprecare i tuoi talenti, mettici un po´ di umiltà al servizio della collettività».
Oggi Bersani parlerà di alleanze, cioè di come intende riorganizzare il campo del centrosinistra («L'offerta politica va aggiornata»), con un Patto democratico che raduni progressisti, moderati, liste civiche e che abbia il Pd alla guida. Una lista civica d´appoggio è all´orizzonte? di certo non piace al dalemiano Matteo Orfini e neppure a Stefano Fassina, che pensa al metodo MeetUp per svecchiare il
partito, Grillo docet. «Ci sarà la direzione e dopo comunicheremo le decisioni», si è limitato a replicare ieri Bersani a proposito di alleanze. Ma il leit motiv del segretario sarà il seguente: nel tempo dell´antipolitica, i politicismi non hanno alcun appeal.
Sul tavolo della direzione anche l´offerta di Berlusconi di scambiare il semi-presidenzialismo con la riforma elettorale a doppio turno, che sta a cuore al Pd . I veltroniani ritengono che, per non restare con il cerino in mano, bisognerebbe andare a vedere. Ma lo stesso Veltroni frena: «Fermo restando che il merito risponde alle esigenze vere di governabilità del paese, il rischio bluff è altissimo e può servire a non cambiare nulla. Berlusconi è un ostacolo a qualunque accordo serio. Se il Pdl avesse voluto fare sul serio, avrebbe preso contatti con le altre forze politiche non convocato una conferenza stampa con Berlusconi».
Tuttavia stamani al centro della riunione democratica (forse a porte aperte, dopo che la precedente direzione a porte chiuse era stata un delirio di tweet), c´è il ricambio dei dirigenti, le primarie a cui lo stesso Bersani dovrebbe sottoporsi dopo averle vinte nel 2009. «Da allora è passata un´era - afferma Renzi - Grillo vince perché sbagliamo noi». Di rinnovamento si è già parlato ieri sera nella riunione di Areadem, la corrente di Franceschini. «Il ricambio deve avere spazio, non si può ignorare», ammette Antonello Giacomelli.

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