martedì 8 maggio 2012

Soldi pubblici ai partiti: taglio del 50%. Ma spunta il «cofinanziamento» -

Il finanziamento pubblico ai partiti sarà ridotto del 50% a regime, ma basta un eletto per riceverlo. E spunta il «cofinanziamento, legato alla capacità di raccolta da parte dei partiti» che varrà ben 27,3 milioni di euro all'anno. Lo prevede il testo che i relatori, Gianclaudio Bressa (Pd) e Peppino Calderisi (Pdl), hanno depositato alla commissione Affari costituzionali. «I contributi ai partiti e ai movimenti politici sono ridotti a 91 milioni di euro all'anno, il 70 per cento dei quali, pari a 63,7 milioni, è corrisposto come rimborso spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l'attività politica.
COFINANZIAMENTO - Il restante 30% - si legge nel testo - pari a 27,3 milioni, è erogato a titolo di cofinanziamento, legato cioè alla capacità di raccolta da parte dei partiti». Cioè viene dato ai partiti un contributo annuo volto a finanziare l'attività politica pari a 0,50 euro per ogni euro che essi abbiano ricevuto a titolo di quote associative e di contribuzioni annuali da parte di persone fisiche o enti.
ULTIMA TRANCHE -33% - L'ultima tranche dei rimborsi che devono ancora essere erogati ai partiti relativi alle elezioni dal 2008 al 2011 verrà ridotta del 33%: passa quindi da 182 milioni di euro a 122. Il Pd annuncia l'intenzione di presentare un emendamento per ridurre i rimborsi del 50%. Nessun finanziamento alle fondazioni.
COMMISSIONE - Il provvedimento istituisce una Commissione per la trasparenza e il controllo del rendiconto dei partiti e dei movimenti politici composta da cinque membri: uno designato dal primo presidente della Corte di cassazione, uno dal presidente del Consiglio di Stato e tre dal presidente della Corte dei conti. I componenti della commissione non avranno alcun compenso e il loro mandato di quattro anni sarà rinnovabile una sola volta.
RIMBORSO - Il fondo per il rimborso delle spese elettorali sarà erogato ai partiti o movimenti politici che avranno ottenuto almeno un eletto alla Camera o al Senato, al Parlamento europeo o in un Consiglio regionale. Per quanto riguarda il Senato, il rimborso sarà ripartito su base regionale. I partiti devono avvalersi di una società di revisione iscritta all'albo speciale tenuto dalla Consob.
DIRITTO - Bressa spiega: «Così togliamo finalmente la cappa ideologica che ai partiti non si può dare finanziamento pubblico. Per cancellarlo occorrebbe abrogare l'artuicolo 49 della Costituzione. Finché ci sarà l'articolo 49 il finanzimento pubblico è un diritto costituzionalmente condiviso».

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