venerdì 15 giugno 2012

Anticorruzione, non è solo una questione morale - Anna Rossomando su Europa

Vorrei essere d’aiuto al collega amministrativista Gianluigi Pellegrino che mercoledì su Repubblica ha affermato di avere qualche difficoltà ad orientarsi sul provvedimento anticorruzione appena approvato alla camera. Per la parte penale nel testo Severino la «condotta» di tutte e tre le forme di concussione attualmente previste all’articolo 317 del codice penale ovvero per «costrizione, minaccia ed induzione» è rimasta immutata. 
Nel caso della concussione per induzione cioè quando il privato ha un margine di scelta, quest’ultimo (come ci chiede l’Ocse), non può essere esente da responsabilità penale se pure attenuata sotto il profilo dell’entità della sanzione rispetto a quella prevista per il funzionario corrotto. Il governo in questo caso ha previsto una pena meno grave anche per il funzionario (da 3 a 8 anni), rispetto a quella più grave prevista nella concussione per «costrizione e minaccia» (che viene invece aumentata da 6 fino a 12 anni nel testo Severino). La descrizione della condotta per l’ipotesi dell’induzione è comunque rimasta uguale a quella vigente. Il Partito democratico ha chiesto sin dall’inizio che anche in questo caso la pena per il pubblico ufficiale sia più alta e cioè da 4 a 10 anni. Con il voto di fiducia non è stato possibile votare questo emendamento, così come tutti quelli che abbiamo presentato in tema di interdizione dai pubblici uffici, confisca e prescrizione più lunga. Temi sui quali comunque il testo approvato è intervenuto e sono stati fatti passi in avanti. 
Nella nozione di «costrizione» e «minaccia» come da copiosa dottrina e giurisprudenza rientrano ampiamente e concretamente i comportamenti del «protervo concussore » che preoccupano il collega amministrativista; tali comportamenti col testo Severino saranno puniti con pene più severe di quelle attualmente in vigore. Così come risultano complessivamente aumentate le pene per le varie ipotesi di reati contro la pubblica amministrazione: valgano per tutti quelle per i reati di peculato, corruzione per
atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione in atti giudiziari. Il che avrà comunque effetti anche sulla durata della prescrizione.
Lascio all’avvocatura associata di commentare quella che spero sia solo un’infelice caduta di stile circa la presunta motivazione dell’approvazione da parte dei penalisti dell’intervento in materia di concussione con le soluzioni tecniche sopra prospettate. Spiace comunque, e mi pare si sia persa un’occasione, quando non ci si sofferma abbastanza sulla portata dell’introduzione di nuove figure di reato quali il «traffico di influenze illecite», la «corruzione tra privati» e la «corruzione per la funzione» del pubblico ufficiale in sostituzione della corruzione per il semplice «atto» illecito. Per contrastare meglio la corruzione servono norme che consentano interventi incisivi ed efficaci. 
A distanza di vent’anni da Tangentopoli si può e si deve fare il punto su misure che siano più adeguate alla modernità del fenomeno; norme che in concreto consentano di individuare e punire le condotte illecite. Mentre scrivo queste brevi riflessioni l’on. Cicchitto annuncia che il Pdl manterrà una linea durissima in tema di responsabilità dei giudici al senato, come contromisura all’introduzione del reato di traffico di influenze illecite; segno forse che quanto appena approvato alla camera non è poi così irrilevante e di poco conto. Per quanto ci compete: nessun passo indietro rispetto al testo Severino, disponibili come dall’inizio a miglioramenti sui punti già evidenziati negli emendamenti che non si è potuto votare. 
Ora, per difendere quello che c’è nel provvedimento anticorruzione e farlo approvare in tempi brevi al senato sono necessarie l’attenzione e la mobilitazione da parte di tutti. Penso che il tema della responsabilità delle classi dirigenti coinvolga tutti quanti, non solo chi conduce la battaglia in parlamento. Il fenomeno della corruzione nel nostro paese è la «questione morale» per eccellenza, è però anche una non meno importante questione di grande impatto sulla nostra economia. Dunque un’emergenza straordinariamente attuale alla quale dobbiamo dare risposte immediate.

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