mercoledì 13 giugno 2012

Dall'eolico il 37% della domanda obiettivo possibile per il 2030 - Antonio Cianciullo su Repubblica

Il 37% della richiesta di elettricità soddisfatta dal vento. E una crescita di occupazione nel settore energetico che per il 65% è determinata dalle rinnovabili. E' lo scenario globale per il 2030 elaborato da Greenpeace e reso noto alla vigilia della giornata mondiale del vento (15 giugno).
"Sono i numeri contenuti nella nuova edizione del rapporto Energy [R]evolution", spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace. "Lo scenario del primo rapporto, quello del 2007, prevedeva al 2010 una potenza installata di eolico pari a 156 gigawattora. Ma la realtà ha battuto le nostre stime: alla fine del 2010 c'erano già impianti per 197 gigawattora. Le possibilità di crescita sono ancora enormi se si pensa che secondo l'Ipcc, la task force di esperti Onu, il potenziale utilizzabile è 40 volte il consumo attuale di energia". Lo scenario prevede un risparmio sui combustibili fossili globale di 1.320 miliardi di dollari l'anno.
In Italia già nel 2011il vento ha garantito oltre 10 terawattora di energia pulita. Secondo i dati di Terna ad aprile ha dato il 6,4% della produzione elettrica complessiva italiana mentre il 5 dicembre è stato raggiunto il picco del 9%. "Puntare sull'eolico è nell'interesse del nostro Paese", dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, perché permette di ridurre le importazioni di fonti fossili e la produzione da impianti inquinanti che sono, oltretutto, la ragione principale degli aumenti in bolletta avvenuti negli ultimi dieci anni in Italia. Se il governo non frenerà lo sviluppo delle rinnovabili, come purtroppo sembra intenzionato a fare, anche la crescita dell'occupazione sarà importante".
Nove italiani su dieci sono a favore di questa proposta di sviluppo dell'eolico. Lo testimonia una ricerca condotta da Renato Mannahimer di Ispo: gli intervistati che considerano importante il tema dell'energia passano dall'89% del maggio 2010 al 93% del maggio 2012. Maggioranza analoga anche per quanto riguarda la promozione e lo sviluppo della green economy che viene vista dal 92% come una soluzione anche ai problemi ambientali, oltre che economici, mentre l'85% pensa che per svilupparla sia
necessaria la formazione di nuove figure professionali.
"Questi dati ci incoraggiano ad andare avanti con i protocolli per il corretto inserimento delle pale eoliche nel paesaggio", annuncia Simone Togni, presidente di Anev. "Protocolli che abbiamo siglato con le associazioni ambientaliste perché siamo i primi a volere che i 10 gigawatt di potenziale eolico ancora da installare in Italia siano realizzati nel più assoluto rispetto dell'ambiente".

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