lunedì 18 giugno 2012

Diritti, abbiamo fatto il primo passo - Margherita Miotto su Europa

Margherita Miotto
Il Pd è stato di parola ed è riuscito a superare la prova della pluralità e della laicità sulla difficile frontiera dei diritti. Nel comitato presieduto da Rosy Bindi si è fatto un cammino straordinario di elaborazione culturale con l’ascolto e il rispetto reciproco, grazie al prezioso contributo di personalità esterne al partito. Abbiamo sperimentato cosa significa essere un partito che non vive la propria identità all’insegna dell’autosufficienza, ma che anzi avverte come indispensabile l’apertura alla ricchezza del mondo della cultura e della ricerca.
Il documento che il professor Michele Nicoletti ha redatto e che giovedì scorso, al termine dei nostri lavori, è stato consegnato al segretario Bersani è un tassello molto importante di quella nuova cultura politica necessaria a consolidare il ruolo politico e di governo dei democratici. Un tassello che è stato ampiamente condiviso, nella sua impostazione generale e nelle sue linee fondamentali. La condivisione credo sia un valore ben superiore all’unanimismo, è comune assunzione di responsabilità senza che vengano meno le distinzioni, che pure si sono registrate e che tuttavia non hanno determinato alcuna paralisi.
La nostra condivisione è infatti frutto di una innovazione e di un avanzamento della nostra riflessione sul rapporto tra individuo e stato, tra persona e comunità. Credo che questa condivisione vada valorizzata e messa a frutto nei passaggi successivi. Il documento si offre, infatti, come la cornice etico politica della successiva elaborazione programmatica e legislativa affidata ai gruppi parlamentari del Pd. La profondità del documento rischia di essere immiserita dal tentativo di declinarne le applicazioni e tuttavia sottolineo alcuni assi della elaborazione che aiuteranno i democratici ad affrontare le novità che una società multiculturale presenta, nonché i difficili problemi legati al fine vita e alle straordinarie innovazioni nel
campo della ricerca sulle cellule staminali.
E si potranno individuare vie equilibrate per risolvere annose questioni legate alla violenza, alla omofobia e al riconoscimento dei diritti delle persone anche dello stesso sesso che convivono, senza ledere i diritti della famiglia tutelata dall’articolo 29 della Costituzione. Innanzitutto, sottolineo il radicamento costituzionale. Veniamo da una lunga stagione in cui le politiche del centrodestra hanno fortemente intaccato e reso più labile il nesso tra diritti civili e diritti sociali; hanno manomesso il principio di laicità dello stato e il senso della legalità. Un rinnovato ancoraggio alla Costituzione significa ripartire dalla centralità della dignità di ogni essere umano e declinare i diritti di libertà e di uguaglianza in modo sostanziale, in un’Italia multiculturale e pluralista.
Per i democratici questo significa coltivare il valore delle differenze ed esercitare la politica con senso del limite e con mitezza, nel rispetto integrale della persona, delle sue idee e delle sue aspirazioni. È un secondo aspetto importante di condivisione. Significa esercizio di laicità permanente, nella distinzione tra il piano dei valori etici e quello delle decisioni politiche. Significa consapevolezza che sui temi eticamente sensibili, occorre rispettare i diffusi bilanciamenti che la Costituzione ci consegna, fra diritti della persona e benessere della società. È una prospettiva che supera un’idea statica dell’esercizio dei diritti per aprirsi alla consapevolezza della provvisorietà delle soluzioni raggiunte che per quanto inclusive sono sempre perfettibili.
Penso, ad esempio al rapporto tra libertà di coscienza e diritto all’autodeterminazione nella relazione di cura ed alle difficoltà che sorgono anche in alcune aree del nostro paese per effetto della obiezione di coscienza del 100 per cento dei medici che rischiano di impedire la interruzione di gravidanza. È un documento che consentirà le ulteriori elaborazioni per mettere il Pd in sintonia con larga parte del paese che ritengo non sopporti più di essere strattonato fra opposte tifoserie ma cerchi un partito accogliente e dialogante. Insomma un nuovo inizio.

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