lunedì 18 giugno 2012

Documento per Assemblea Circoli PD – 23 giugno 2012


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L’Europa e l’Italia ancor oggi, e forse ancor più di ieri, rischiano di andare verso un disastro sociale ed economico in una misura di cui nessuno ha memoria, una crisi fortemente aggravata, nel nostro paese, dalle bugie e dalle sottovalutazioni operate per anni dal Governo Berlusconi al fine di mantenere privilegi ed interessi a scapito del popolo italiano ed in particolare delle nuove generazioni.
Il governo Monti, nato per arginare tale crisi attraverso una comprovata credibilità internazionale ed un ampio sostegno parlamentare(anche se da alcune forze politiche scarsamente condiviso), ha anche rappresentato una occasione offerta alla politica per riflettere su ritardi ed inadeguatezze.
Una crisi, quella della politica, purtroppo perdurante e dalle tante origini cui va, in gran parte, imputato il venir meno della fiducia da parte dei cittadini nella possibilità di avere risposte coerenti ed efficaci ai drammi che tante famiglie italiane stanno vivendo ed alla diffusa preoccupazione per il proprio futuro.
Una crisi di credibilità aggravata dai tanti episodi di corruzione ed in generale dalla percezione dell’esistenza di privilegi tanto più insopportabili in questo difficile momento. Un discredito che assume, sempre più, le forme pericolose di un populismo e di una demagogia dilaganti che finiscono per coinvolgere la nostra democrazia e le istituzioni repubblicane stesse.
Per questo è necessario che il nostro partito, ancor oggi e sempre più, sappia esprimere un alto senso di responsabilità. Il PD deve uscire fuori da logiche di protagonismo e personalismo che ne hanno minato, anche nel recente passato, l’azione per dare priorità all’elaborazione di programmi e proposte che pongano a simboli della costruzione del futuro del nostro
paese quello dei diritti umani (diritti civili, sociali, e culturali)  e della sostenibilità ambientale.
Con la consapevolezza che al centro di tutto ciò vi sia una sfida epocale: ripensare ad una crescita economica basata su un nuovo sistema di valori che vedano appunto al loro centro promozione dell’uomo e dell’ambiente.
Il PD deve essere, nel nostro paese, motore per la compiuta realizzazione dell’Europa politica.
Una Europa dei popoli condizione indispensabile per un governo europeo dei mercati finanziari tale da contrastare efficacemente la dinamica speculativa che ha aggredito e continua ad aggredire l’economia di tanti paesi impoverendone le popolazioni.
Una sfida che dovrà trovarsi al centro della nostra proposta, affrontare la verifica della condivisione delle altre forze politiche e, una volta definite le alleanze, individuare la leadership che potrà meglio rappresentarla.
Un percorso che preveda allo stesso tempo sia un rinnovamento della nostra classe dirigente (ed in questo i cittadini ci chiedono più coraggio) che un rafforzamento delle competenze e della capacità progettuale della stessa.
La proposta di primarie presentata dal segretario Bersani è un atto di coraggio politico, un atto che sarà in grado di parlare alla società italiana se queste saranno occasione di grande partecipazione e confronto fra idee e proposte anche legittimamente diverse fra loro. Se, al contrario, con le primarie si innescasse una logica di pura competizione o un incomprensibile confronto di natura generazionale, difficile sarebbe spiegare al paese questa nostra scelta in una fase economica e sociale così drammatica e noi ne porteremmo tutta intera la responsabilità.
Il PD ha, per questo, la necessità di presentarsi con punti fermi al giudizio dei cittadini.
Scelte che non lascino margini di incertezza o zone d’ombra sulla sua ferma volontà di procedere verso il rinnovamento etico della politica iniziato nel giorno della sua fondazione e che, non ce lo nascondiamo, non poche difficoltà ha incontrato.
Per questo come Segretari di circolo ed iscritti del Partito Democratico firmatari del presente documento, chiediamo al nostro partito:

  • L’impegno per un nuovo sistema elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i parlamentari del proprio territorio
  •  e di sapere, prima delle elezioni, quale sarà la coalizione di governo;   
  • Impegnarsi per un’ulteriore e decisa riduzione dei costi diretti ed indiretti della politica, dai rimborsi elettorali ai compensi dei parlamentari e consiglieri regionali, dall’applicazione del sistema contributivo per tutti alla riduzione dei costi degli Enti di secondo grado;  
  • Restituire la sovranità della scelta dei propri rappresentanti agli elettori del PD, con primarie aperte per la selezione dei candidati al Parlamento sia in caso di liste bloccate (come con il “porcellum”), sia con il sistema dei collegi uninominali. Chiediamo perciò l’impegno del Segretario afissare le regole per la consultazione degli elettori del PD finalizzata a scegliere i parlamentari territorio per territorio, garantendo, attraverso adeguati meccanismi, la parità di genere;  
  • Avviare, durante questa estate, una  grande campagna di sensibilizzazione e partecipazione attiva degli elettori  (non solo avvalendosi delle liste dei partecipanti alle primarie degli anni scorsi, ma cercando anche nuove adesioni all’Albo degli elettori attraverso le Feste Democratiche ed il web) per  motivare i cittadini a riavvicinarsi alla politica ed al PD per discutere i grandi temi del futuro dell’Italia e sollecitare così una partecipazione dei cittadini alle primarie consapevole e propositiva;
  • Applicare rigorosamente il limite di tre mandati previsto dallo Statuto per l’elezione in Parlamento;
  • Verificare attentamente la rispondenza alle indicazioni del Codice Etico del PD dei candidati a tutte le elezioni e alle cariche interne, con esclusione assoluta dalla candidatura per coloro che non dimostrano di rispondere alle regole che tutti insieme ci siamo dati. L’impegno politico sia una scelta all’insegna dello spirito di servizio per il paese e per il bene comune.
  • Applicare sempre criteri di merito e competenza nelle scelte negli organismi di garanzia e negli Enti di secondo grado, dove non si devono neppure ipotizzare lontanamente possibili conflitti di interesse tra doveri deontologici e scelte politiche. Non vogliamo più assistere alle penose assegnazioni delle cariche con logiche spartitorie, tanto più nelle autorità indipendenti e di garanzia;
  • Il PD deve diventare un partito più popolare e più democratico. La prima correzione di rotta èriconoscere un ruolo vero ai circoli applicando al nostro interno – anche con strumenti digitali – la “democrazia partecipativa” a partire dagli strumenti già previsti dal nostro Statuto ma, sino ad oggi inutilizzati: “referendum interno” e “Sistema informativo per la partecipazione”. Senza disconoscere i valori della democrazia rappresentativa, un altro pilastro fondamentale è  il coinvolgimento diretto degli iscritti (e, nelle  occasioni più importanti  anche dei nostri elettori) perché ciascuno  possa sentirsi parte di una comunità politica e di un partito vivo. I circoli non devono più essere relegati al ruolo di terminali esecutivi per organizzare feste e campagne elettorali, ma un vero luogo di partecipazione e di decisione;
  • Riconoscere ai circoli risorse economiche certe per le attività di propaganda sul territorio. Il volontariato non manca certo, ma tutte le iniziative costano e non possiamo chiedere soldi agli iscritti, in particolare in questo periodo di crisi. Servono risparmi sulla struttura nazionale e maggiori risorse sul territorio.

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