mercoledì 13 giugno 2012

Spero in futuro senza più violenza - Shirin Ebadi su Repubblica

Shirin Ebadi
Un FUTURO senza timore di violenza e di terrorismo è l’obiettivo al quale aspirano tutti gli attivisti sociali.
Vivere nel terrore, accanto alle persone che non vanno d’accordo tra di loro, lavorare per individui che ci odiano, frequentare individui della cui amicizia non si ha certezza non è cosa facile. Non dobbiamo permettere che si vengano a creare tali condizioni nella società.
Sono ormai anni che il mondo punisce i terroristi per liberarsi dal terrorismo, ma vi chiedo, il terrorismo? Non basta soltanto punire, bisogna combattere il terrorismo dalle fondamenta, seccare e distruggere le sue radici.
Sono fanatismo e ingiustizia a spingere alcuni individui a ribellarsi, ad appiccare il fuoco che brucia gli altri e loro stessi. Le radici del terrorismo affondano infatti in questi due fattori. Il fanatismo nasce dall’ignoranza. Senza dubbio, conoscere diverse culture e religioni può aprire la strada verso una pace sostenibile. Specialmente oggi siamo testimoni di un crescente flusso di emigrati provenienti da diverse culture extraeuropee verso l’Europa. Bisognerebbe conoscerle per poterle rispettare e, a questo scopo, oltre le istituzioni civili, anche i municipi e gli istituzioni statali dovrebbero provvedere a misure efficaci. Un antico racconto narra così: Dio in cielo tiene in mano uno specchio che rappresenta la verità.
Improvvisamente, lo specchio cade sulla terra rompendosi in migliaia di pezzi e ogni pezzo va a finire in una casa e nelle mani di una persona. Quindi ogni persona possiede un pezzo dello specchio e quindi un frammento di verità – il mio pensiero è tanto giusto quanto il vostro e voi avete tanta ragione quanta ne ho io – Questo è lo spirito che bisogna diffondere tra la gente, cosicché opinioni diverse comincino a rispettarsi, eliminando in questo modo le radici di molte discordie ed inimicizie. L’ingiustizia è un altro fattore che alimenta il terrorismo.
Persone che hanno vissuto al di sotto della soglia di povertà per generazioni, o che hanno dovuto
interrompere i loro studi per disagi economici, o ancora quelli che sono stati discriminati per il colore della loro pelle o per le loro opinioni; ebbene queste persone, quando vedono che a nessuno importa del loro destino, possono ribellarsi, perdendo la ragione per disperazione, e compiere atti violenti.
Come possiamo sperare di vivere in un mondo di pace e di tranquillità mentre l’ottanta percento di tutte le ricchezze del mondo appartengono all’un percento dei suoi abitanti? Come possiamo sperare che il nostro paese, la nostra città, rimangano tranquilli mentre i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Cresce il divario tra ricchi e poveri, sia su scala nazionale che internazionale. Riducendo la spesa militare si potrebbe migliorare il livello di istruzione e della sanità a favore dei cittadini. Combattendo la corruzione potremmo diminuire le disuguaglianze.
Ci sono molti modi per ridurre il livello di povertà, e noi dobbiamo credere nello sradicamento della povertà a qualsiasi costo. Sarà allora che potremo dormire sonni tranquilli, senza il timore di violenza e di terrorismo, quando potremo sorridere a qualsiasi estraneo dandogli il benvenuto. Traduzione Ella Mohammadì

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