mercoledì 29 agosto 2012

Orfini: "Renzi ha gusti vintage e il liberismo non è di sinistra" - Matteo Pucciarelli su Repubblica

Matteo Orfini
Si chiama Matteo (anche lui) ed è un under 40 (anche lui). Eppure nel Pd sta agli antipodi rispetto a Renzi. Orfini, 36enne bersaniano doc, responsabile per la cultura e informazione del partito, insieme a Stefano Fassina dà vita a una mini corrente, quella dei "Giovani turchi". Sono i più vicini ai temi classici della sinistra.
Come accoglie l'annuncio di questa candidatura di Renzi alle primarie?
"Rappresenta un elemento di chiarezza e gli faccio il bocca in lupo. In questi ultimi mesi Renzi ha rappresentato l'al ternativa rispetto a Bersani e quindi mi pare una scelta in linea con quanto detto finora. Al nostro popolo le primarie piacciono e i toni mi sembrano garbati: questa candidatura è un fatto positivo".
Il sindaco di Firenze sa giocare bene con le parole, maneggia con scioltezza slogan e parole d'ordine. Ma fattivamente la differenza di vedute tra voi e lui qual è?
"È proprio questo l'elemento che deve emergere. Perché ci divide la valutazione da dare al liberismo. Secondo Renzi l'esperienza del governo Monti deve continuare, su Marchionne ha avuto parole chiare dando piena legittimità alle scelte dell'ad Fiat, stesso discorso sulla flessibilità del lavoro. Secondo noi la ricetta per uscire dalla crisi è opposta".
Quindi nel Pd si sfideranno l'anima liberista e quella socialdemocratica?
"Le cose non stanno proprio così, non le etichetterei facilmente. Sono due diverse approcci analitici alla situazione attuale. È chiaro che Bersani non può riproporre provvedimenti socialdemocratici classici, così come Renzi non si ispira a Milton Friedman. Ma si tratta di capire se vogliamo continuare a percorrere terze vie blairiane oppure se ci rendiamo conto che non hanno funzionato. Che liberismo non
è sinistra, come invece sostiene Renzi".
Chi ha amministrato il centrosinistra finora, però, ha calcato proprio quelle strade. L'istanza di rinnovamento di Renzi non è corretta da questo punto di vista?
"Sì ma non si può mettere al centro della discussione la data di nascita sulla carta di identità. Se l'idea di centrosinistra moderno di venti anni fa ha fallito, anche se la ripropone un giovane oggi il risultato non cambia. Per questo dico che politicamente il sindaco di Firenze ha gusti "vintage"..."
Però nella stessa maggioranza che sostiene Bersani c'è ad esempio Enrico Letta, il quale ha idee e visioni simili a quelle di Renzi. Come la mettiamo?
"Infatti io credo debba emergere il dato politico in queste primarie. Chi pensa le cose che dice Renzi, sostenga Renzi. E Bersani, da parte sua, deve affrontare questa competizione senza condizionamenti interni, senza il peso delle trattative di maggioranza, mettendo al centro una proposta chiara per il Paese".
Ma c'è qualcosa di Renzi che le piace?
"Ne apprezzo molto il coraggio. Ha avuto il fegato di candidarsi e metterci la faccia. Altri magari criticano o remano da un'altra parte, eppure tutto finisce lì. Tra l'altro io ero fra quelli che proponeva un congresso straordinario un anno fa, proprio per imprimere una più forte caratterizzazione al Pd, mettendo in chiaro le varie posizioni. Bersani non era d'accordo e probabilmente ha dimostrato di aver avuto ragione. Ma queste primarie rappresentano indubbiamente una svolta per il partito".
Ascoltando Orfini e poi ascoltando Renzi sembra di parlare con esponenti di due diversi partiti. E se vince il sindaco di Firenze, poi cosa fate?
"Penso sia una normale dialettica dentro ad un grande partito di centrosinistra. Siamo prima di tutto dei militanti del Pd e chiunque vincerà, noi resteremo qui. Anche se faccio notare che sia nel Labour inglese, sia nel Ps francese, sia nella ricandidatura di Obama, la tendenza vincente della sinistra è quella di chi riscopre la propria vocazione sociale".
Il movimento 5 Stelle di Firenze si chiede come farà Renzi a fare il sindaco e nel contempo girare l'Italia col pullman a fare campagna elettorale...
"È la stessa cosa che hanno detto quelli del Pdl. Renzi è in grado di garantire la propria attenzione a Firenze. Questi argomenti li lasciamo ai grillini e al centrodestra, che sembrano sempre più simili. Non è su questo terreno che vogliamo batterlo".

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