giovedì 30 agosto 2012

Pippo Civati: "Boeri? Dialogo, non ticket. Da settembre iniziative insieme" - Fabio Massa su Affaritaliani.it

Pippo Civati
Pippo Civati, consigliere regionale del Partito Democratico, ex socio rottamatore di Matteo Renzi, in un'intervista ad Affaritaliani.it commenta le voci che lo vorrebbero in ticket con Stefano Boeri: "Stefano è un caro amico, che si è candidato alle primarie nazionali del Pd, proprio come hanno fatto Bersani e Renzi. Con lui il dialogo non si è mai interrotto, e credo che il nostro percorso troverà molte occasioni di confronto, ma parlare di ticket mi pare veramente forzato. Già a settembre faremo più di una iniziativa insieme: per me sono occasioni preziose di crescita personale e politica". Poi, su Renzi: "Il nostro rapporto? Non ci sono novità, gli auguro buon lavoro". Infine, sulla Regione: "Al di là del voto e delle primarie, noi siamo in una campagna elettorale permanente. Ogni occasione è buona per costruire e dare spessore alla nostra proposta politica. Lombardia e Italia non sono due partite separate"
Pippo Civati, pensa di riavvicinarsi a Renzi? Come pensa di orientarsi in vista delle primarie? E' vero che la frattura potrebbe essere ricomposta?
Non ci sono novità. Renzi è partito con la sua campagna e gli auguro buon lavoro e il risultato che spera.
Che cosa ne pensa dell'attivismo di Gori su Milano? Il messaggio di Renzi potrebbe avere presa in Lombardia?
Il messaggio di Renzi avrà sicuramente presa, non solo in Lombardia. Gori ha fatto un grande lavoro di 'territorio' e ne vedremo i frutti nei prossimi mesi.
Su Affaritaliani.it Stefano Boeri ha dichiarato che state dialogando su tutto, non solo sulle primarie. Parlare di ticket è eccessivo?
Stefano è un caro amico, che si è candidato alle primarie nazionali del Pd, proprio come hanno fatto Bersani e Renzi. Con lui il dialogo non si è mai interrotto, e credo che il nostro percorso troverà molte
occasioni di confronto, ma parlare di ticket, senza che ci siano ancora le primarie regionali, né le elezioni, per la verità, mi pare veramente forzato.
Se parlare di ticket è eccessivo, è eccessivo anche parlare di confronto sulle varie tematiche?
Questo sì, e non da ora. Già a settembre faremo più di una iniziativa insieme: per me sono occasioni preziose di crescita personale e politica.
Che cosa ne pensa della candidatura alle primarie di Boeri?
Penso che porti un contributo al Pd di grande spessore culturale e che allarghi il confronto, uscendo dalla sindrome da derby che stiamo un po' vivendo.
Per lei si è anche parlato di un patto con Giulio Cavalli. Quanto c'è di vero?
Si è parlato di un ticket con Boeri, con Tabacci, con molti esponenti del centrosinistra. La verità è che con tutti coloro che lavorano al dopo Formigoni c'è un rapporto intenso, che non riguarda tanto la candidatura, ma il progetto politico.
Quali sono i messaggi che secondo lei andrebbero lanciati ai militanti lombardi in questo momento?
Che al di là del voto e delle primarie, noi siamo in una campagna elettorale permanente. Che ogni occasione è buona per costruire e dare spessore alla nostra proposta politica. E soprattutto che Lombardia e Italia non sono due partite separate, ma in sostanza la stessa: perché gli equilibri sono cambiati, e dobbiamo trasformare l'incertezza in cui versa l'attuale compagine di governo regionale in una grande occasione di rilancio per chi in questi anni è stato all'opposizione. Insomma, siamo già partiti, prima di fare nomi, al di là dei nomi.

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