giovedì 6 settembre 2012

“Basta con il segretario e D’Alema, ormai sono dei nonni” - Angelo Aquaro su Repubblica

Matteo Renzi
Insomma Nichi Vendola non lo vogliamo sposare.
«Nichi diceva di essere contro le nozze gay. Oggi è a favore…».
Ieri contro, oggi a favore. Lo sa bene come funziona in Italia Matteo Renzi, volato qui in America sindaco tra i sindaci Dem, alla convention con Kerry Kennedy: ma poi ci casca con piacere nella polemica di casa nostra, rilanciando la sua battaglia per le primarie. Dice: questo Pd dei Bersani e dei D’Alema ha fatto il suo tempo, è vecchio.
«Rispetto tantissimo gli anziani: se non ci fossero i nonni non ci sarebbe la famiglia ».
Però nonno D’Alema dice che lei, nella famiglia del Pd, è quello che vuole rompere.
«Più ci attaccano e più si fanno male. Più fanno polemica e più i nostri comitati sorgono in tutta Italia. Macché rompere. Sono felice di avere un’altra funzione sociale nel Pd: mettere tutti d’accordo contro di me».
Non sembra avere paura.
«Anche Barack Obama aveva tutto il partito contro l’altra volta».
Si vede ancora come l’Obama italiano?
«L’aveva detto Time, non io. E col punto interrogativo».
Sciogliamo un altro interrogativo: le primarie si fanno davvero?
«L’ha detto Bersani e ci credo. A parte il fatto che sono previste: mica una sua concessione
».
Dice: mandiamoli tutti a casa.
«Chi è stato per vent’anni in Parlamento ha dato quello che doveva, ora basta. Come funziona in America»
L’Italia, e la sinistra, sempre indietro.
«Di almeno vent’anni. Vent’anni fa qui vinceva Bill Clinton, ricordo bene l’emozione dei miei 17 anni».

Si candida ma resta sindaco di Firenze.
«È già successo prima, no? Ma meglio non parlarne: non mi sembra sia finita bene ».
E non si candida al Parlamento.
«Non voglio contentini, se perdo non voglio compensazioni, torno a fare quello che facevo prima. Non cerco altri incarichi».
E del resto sono già tutti presi. Che dice del grande patto a sinistra?
«Spero che non sia vero. Ma se è vero non ce ne sarà bisogno…».
Se si scende in campo, è per vincere.
«Se qui non si dà una scossa restiamo travolti. Non è questione di rottamare, serve un ricambio generazionale».
Allora ha ragione D’Alema che lo accusa di rompere.
«Tecnicamente ha ragione: se la politica è ancora centralità delle relazioni è vero che siamo alla rottura. E’ il suo che è dirigismo: così spogliano il partito. La funzione delle primarie è riportare il potere alla base. È D’Alema che è andato a Palazzo Chigi facendo il patto con Mastella».
Lei con chi andrebbe?
«Che senso ha parlare di alleanza con Casini o con chi altro? Facciamo scegliere agli elettori e poi sarà Casini a scegliere».
Forse un po’ di chiarezza prima: non siete in troppi a sinistra, non teme l’antipolitica?
«L’unico modo di fermare i vari Grillo non è gridare ai fascisti del web. Cominciamo col ricambio. Facciamo le riforme istituzionali, tagliamo i deputati, superiamo il bicameralismo perfetto. Eliminiamo i vitalizi dei consiglieri regionali prima di toccare le pensioni…».
Ok le pensioni. E per Nichi che vuole sposarsi?
«Facciamo la civil partnership: ma solo per gli omosessuali».
Vendola vuole sposarsi e lei lo ghettizza.
«Al contrario. Il matrimonio è sacramento o istituto? A noi interessa l’istituto: e creiamone uno che non sia di serie B rispetto al matrimonio».
Pur di non dire: nozze gay.
«Il vero problema sono le adozioni...».

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