venerdì 21 settembre 2012

Caro Matteo, due consigli - Mario Barbi su Europa

Caro Renzi, quando ero ragazzo (ora ho 61 anni) si predicava e praticava il realismo dell’impossibile. Di questi tempi si dovrebbe praticare e predicare l’impossibilità del realismo. Mi sembra che tu lo sappia tanto che ti sei imbarcato in una candidatura impossibile e proprio per questo quanto mai realistica. La premessa per dire che tra te e la stagione da cui vuoi emanciparti potrebbero esserci più punti di contatto di quanto tu stesso non creda. Io della tua candidatura apprezzo innanzitutto il coraggio, che è attributo necessario di ogni leadership.
Il coraggio di andare contro-corrente e di sfidare sia la logica degli apparati che il malinteso senso di disciplina o solidarietà di gruppo o di partito. Il coraggio che, ahimé, Bersani non ebbe nel 2007, quando allora una sua candidatura in alternativa a Veltroni avrebbe reso un servizio politico impagabile non solo al nascente Partito democratico ma al sistema di governo del paese. Ma proprio perché tu oggi metti al servizio del paese, intanto nelle primarie del centrosinistra, il coraggio tuo e quello del movimento che interpreti, prendo spunto dal tuo intervento di Verona e dai nuclei di programma pubblicati sul tuo sito per invitarti a riflettere di più su due questioni che considero centrali per dare più forza alla tua candidatura a governare l’Italia.
1) Futuro ed Europa. Per noi in Italia queste due parole vanno insieme a debito pubblico e sistema fiscale. Se vogliamo aprire porte e finestre al futuro nel nostro paese e vogliamo non solo “restare” in Europa, ma fare la nostra parte perché l’Europa diventi un’Unione politica, federale e democratica, beh allora c’è bisogno di essere più determinati e decisi di quanto io non abbia finora avvertito anche nelle
tue parole. Da un leader che al coraggio unisca la visione di una “realistica” promessa di futuro, mi aspetterei di avvertire la consapevolezza che il suo governo considera una priorità assoluta la riduzione immediata di una quota importante di stock di debito e la contestuale riduzione delle tasse sulle imprese, sul lavoro e sulle famiglie. E che ha dato incarico alle “teste migliori” di studiare tutte le possibilità compresa quella di ridurre il debito anche con misure straordinarie (da affiancare ai piani di dismissione di asset pubblici, tipo Astrid) accompagnate però dalla contemporanea riduzione della tassazione ordinaria, che è troppo alta e insostenibile così come troppo alto e insostenibile è l’attuale livello di spesa pubblica.
Bisognerebbe fare circolare l’idea che serve una rivoluzione copernicana. La logica in cui siamo è esausta. Non funziona né il gradualismo nella riduzione del debito che persegue Monti e che ci sta portando a una lunga stagnazione per la quale potremo scegliere solo se auto-gestirla in proprio o farla etero-gestire da trojke esterne. Né funziona l’idea di recuperare gettito dall’evasione prima e poi destinare quella quota a ridurre le tasse. È come il cane che si morde la coda. Il circolo vizioso debito-pressione fiscale va rotto. Altrimenti il futuro resterà un’evocazione e l’Europa una “zia” sempre più matrigna e da cui allontanarsi.
2) Decespugliatore e diserbante. Se come ti auguro, arriverai a Palazzo Chigi ti accorgerai nel giro di poco che là non ci sono né decespugliatori né diserbanti. E ti accorgerai anche di quanto sia difficile produrne modiche quantità nell’attuale circuito governo-parlamento. Naturalmente, penso che tu questo lo sappia. Come penso che tu sia consapevole del fatto che la candidatura tua e del movimento che ti sostiene è una candidatura di tipo presidenziale (molto americana) che si colloca come un gesto politico forte e provocatorio in un sistema politico ed istituzionale che non solo non ha la cornice di regole in grado di accoglierla (come avviene per i sindaci e le regioni) ma che è anzi predisposto per respingerla e neutralizzarla. Voglio dire che la strumentazione istituzionale, sul duplice piano dei poteri del governo e della stabilità delle maggioranze, è una questione che ti rincorrerà e che non potrai eludere a pena di vanificare tutti gli sforzi fatti e i risultati politici raggiunti. Dubito che basti evocare le monarchie costituzionali di Spagna e Regno Unito (come fai nella scheda di programma numero 1) per rispondere a questo problema. Forse ci vuole un supplemento di riflessione. Da noi per disporre di decespugliatore e di diserbante occorre mettere mano alla Costituzione e ri-definire la forma di governo e il ruolo del capo dello stato o in senso presidenziale o semi- presidenziale oppure dotando il capo del governo di quei poteri di deterrenza rispetto alla maggioranza parlamentare di cui non dispone e di cui non ha mai disposto. Non mi aspetto risposte dettagliate. Tra gli attributi della leadership non ci sono soltanto il coraggio e la visione, c’è anche una giusta misura di beninteso opportunismo.
Mi basta qualche segnale. Io seguirò con simpatia la tua campagna e mi auguro che il “realismo dell’impossibile” da cui essa prende le mosse sia coronato da successo e riesca a portare al potere un po’ di immaginazione. Perché oggi, come quando ero ragazzo, e ancora più di allora, di immaginazione al potere ci sarebbe davvero molto bisogno. Le stagioni cambiano, ma la lotta continua. Buon viaggio e auguri!

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