mercoledì 12 settembre 2012

La Navicella di Matteo - Rudy Francesco Calvo su Europa

Ufficialmente per il momento sono in tre: Mario Adinolfi, Roberto Giachetti, Andrea Sarubbi. In stretto ordine alfabetico. A questi si aggiunge al senato Andrea Marcucci. Nei due palazzi i parlamentari dem non parlano d’altro: se andare con Renzi, se non andarci.
Pochi dubitano che l’elenco dei sostenitori di Renzi sia destinato ad allungarsi. Di sicuro, il sindaco di Firenze non trascorre le sue giornate a scorrere la Navicella (il tradizionale volume con l’elenco e le biografie di deputati e senatori italiani) a caccia di supporter. Anzi, nel cortile di Montecitorio c’è chi spiega senza mezzi termini che «più aumentano i sostegni espliciti qua dentro e più lui rischia di perdere voti». Ma non è solo per questo che gli endorsement parlamentari per il momento scarseggiano, a differenza di quelli degli amministratori locali (ieri si è aggiunto anche il sindaco di Achille Variati, sindaco di Vicenza) e dei quadri diffusi sul territorio. Un contagio che inizia a preoccupare i bersaniani, forse più che lo stesso Bersani.
A sbloccare la situazione saranno due appuntamenti decisivi. Il primo è quello di domani a Verona, con la presentazione della piattaforma programmatica di Renzi. «E se non dice parole chiare su welfare e patto generazionale – mette in chiaro Adinolfi – non è ancora detto che anch’io lo sostenga». Il secondo è quello del 29 settembre, quando a prendere ufficialmente posizione saranno i quindici parlamentari del Pd promotori del documento per sostenere l’agenda Monti anche nella prossima legislatura. Una decisione non è stata ancora presa e, prima di convocare una riunione che si profila decisiva, si aspetta di ascoltare le parole del sindaco di domani. A meno di sorprese, potrebbero essere ben 13 su 15 i firmatari montiani-renziani, con l’eccezione di Marco Follini (che ha già esplicitato su Europa il proprio
voto per Bersani) e Antonello Cabras.
Per Paolo Gentiloni, Enrico Morando, Pietro Ichino (che ha collaborato alla stesura del programma del sindaco), Paolo Giaretta, ai quali si aggiungono altri come Ermete Realacci, Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e Giusy Servodio, potrebbe essere solo questione di tempo prima di esplicitare la loro scelta. Ma niente è dato per scontato.
Ad aumentare i dubbi è stato l’attacco che Renzi ha rivolto lunedì scorso a Walter Veltroni: «I successi maggiori li ha avuti come romanziere». Parole che non sono piaciute ovviamente a chi è più vicino all’ex segretario, ma che anche lo staff del candidato alle primarie avrebbe evitato volentieri. Perché quello è il fronte dem da cui possono venire più consensi al sindaco, per evidenti convergenze programmatiche tra la sua piattaforma (almeno quella prevista) e quella del Lingotto. Ma anche perché lo scioglimento di MoDem ha lasciato senza riferimenti un certo numero di parlamentari, molti dei quali al primo mandato, che vedono in Renzi un nuovo possibile riferimento, anche in prospettiva elettorale, per la composizione delle liste. E poi, come scrive il webmagazine Qualcosa di riformista, «somigliare così tanto a Veltroni è un problema. Per questo proprio a Veltroni sono riservati i colpi più duri».
Da tenere sotto osservazione, infine, è anche l’area ulivista. Se Sandra Zampa (portavoce di Romano Prodi) difficilmente prenderà esplicitamente posizione, altri parlamentari (come Fausto Recchia) potrebbero essere tentati dall’endorsement al sindaco. La situazione, dunque, è in movimento. Siamo agli inizi della campagna, nessuna sorpresa è da escludere, anche clamorosa.

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