martedì 25 settembre 2012

Puppato: «Se mi candido non è per vanità» - Toni Jop su L'Unità

Laura Puppato
«Parlo di cose, di scelte precise, di una cultura ambientalista che pure alberga nel mio partito, il Pd, ma che ha bisogno di più aria, di maggiore visibilità e di più potere nella gestione del nostro paese. Chi sostiene che io, Laura Puppato, affronterei questa competizione spinta dalla vanità, si sbaglia e molto. Mi conveniva starmene buona e zitta, scegliermi un ombrello e starci sotto, altro che sfiancarmi in questo tour de force...»: eccola, Laura, la candidata alle primarie del Pd, ex sindaco di Montebelluna dove è stata votata e amata per nove anni facendo schiattare la Lega che allora non riusciva a spiegarsi come mai una donna «comunista» riuscisse a contenere il suo strapotere in quella parte del Veneto.
Intendi dare forza ad una visione ambientalista della politica del Pd. Questo vuol dire che sulla Tav non sei d'accordo con quel che il partito ha fin qui sostenuto?
«Sostengo altre ragioni. In primo luogo: abbiamo fatto bene i conti? I soldi ci sono e ci saranno? Abbiamo accettato sulla base di una valutazione che disponeva di proiezioni relative alla evoluzione dei traffici e teneva presente gli indirizzi che vorremmo fossero premiati con una nostra azione di governo? Sappiamo come andrà il trasporto su gomma e quello su rotaia? Abbiamo idea di come sviluppare i traffici portuali e quelli fluviali, sappiamo come integrare i vettori? Non mi sembra».
Quindi, sei contraria alla Tav?
«Ho seri dubbi. E vengo all’altra ragione: nella Val di Susa attorno alla questione Tav è maturata una coscienza politica del territorio che non muove in difesa corporativa delle sue zolle ma che ne identifica i
filoni di sviluppo anche a fronte di una questione di interesse nazionale ed internazionale. È maturata una intelligenza delle cose. Vogliamo affossare il prototipo di questa nuova coscienza politica che pare modellata sulle nostre istanze? Vogliamo mortificarla per un interesse momentaneo che ci spinge a sposare quelle rotaie? Io non lo farei mai: stacchiamoci dal principio che le nostre scelte devono fare cassa, impostiamo una politica sui tempi lunghi che garantisca ai nostri figli di crescere in un paese dolce ed equilibrato, bello come nessun altro».
E perché dovremmo spendere miliardi di euro per l’acquisto dei nuovi caccia?
«Infatti, credo che non dovremmo spendere quei soldi a quel modo. Niente da dire sulla questione della sicurezza, ma guardiamo alle priorità. Abbiamo l’acqua alla gola oppure no? Abbiamo bisogno di caccia costosissimi o di asili nido e di materne? Abbiamo bisogno di scuole pubbliche funzionanti e confortevoli oppure di un sistema difensivo che costa come tutto ciò che non abbiamo ancora? Qualcuno deve ancora spiegarmi, e convincermi, che quei caccia erano una priorità. Bisognava semmai comprarne molti di meno. Meglio: non comprarli affatto».
Ti avviso: stai rovesciando il banco...
«Grazie, ma rispondi tu: sono anch’io il Pd oppure no? Sì che lo sono, questa bellissima forza politica sta nel mio cuore, ma voglio lasciare ai ragazzi che ci guardano con diffidenza un pacchetto di pensieri vivi di fremente senso della giustizia, dell’uguaglianza. Le risposte che cercano staranno nel solco di quei pensieri. Questo per me è il senso della politica».
Di palo in frasca: cosa hai da dire sull'indagine dei magistrati palermitani sulla trattativa Stato-mafia?
«Dico che se, come è stato autorevolmente precisato dagli stessi magistrati, le intercettazioni delle telefonate di Napolitano erano ininfluenti dal punto di vista processuale, il Presidente ha fatto bene a difendere le sue prerogative e noi, Pd, abbiamo fatto bene a difendere la massima istituzione dello Stato da un attacco così pretestuoso, da una manovra così pericolosa sotto il profilo istituzionale e democratico».
Su Monti: equilibrio e corretta ripartizione dei carichi nelle manovre di governo?
«Intanto, grazie a Monti per aver riportato a Roma il rispetto e la credibilità internazionali. Poi, lo ha detto anche lui che ci sono stati casi in cui l’equità non è stata rispettata dal suo governo. Lo capisco. Noi, Pd, non potremmo mai e poi mai permetterci di sospendere questo criterio nella nostra azione di governo. Dobbiamo dare garanzie ai deboli, tagliare gli sprechi, non affidarci mai a tagli lineari. Oppure non siamo».

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