venerdì 7 settembre 2012

Renzi punta sull’agenda Monti “Se vinco posso offrirgli il bis” - Goffredo De Marchis su Repubblica

Bersani sta per dare un dispiacere ai big del Pd confermando le primarie aperte, con qualche regola ma senza i muri che altri vorrebbero alzare davanti all’avanzata di Matteo Renzi. Toglierà quindi al sindaco di Firenze la sua arma principale in questa prima fase del duello: ossia, la denuncia di un gruppo dirigente arroccato, di un patto di potere tra i “vecchi”. Renzi dovrà trovare altri argomenti di “lotta” e soprattutto riempire il suo programma che a oggi appare abbastanza vuoto, dicono a Largo del Nazareno. Ma quel programma rimarrà davvero sguarnito?
Un segnale della linea scelta dallo sfidante la si è vista già ieri. Appena tornato dalla trasferta alla convention democratica di Charlotte, il sindaco è corso a Fiesole a incontrare Mario Monti. Saranno proprio il premier, le sue riforme e la sua azione di governo la chiave della sua proposta politica. Renzi cerca di agganciare il Professore, anche fisicamente. Ma è soprattutto un abbraccio politico e programmatico: al centro della campagna renziana ci sarà l’agenda Monti. Non solo non si dovrà smantellare alcuna riforma varata dall’esecutivo tecnico. Nel 2013 se ne dovranno mettere altre in cantiere parlando un linguaggio di verità agli italiani. Il premier è dunque il faro della corsa di Renzi, tanto da fargli confidare ai suoi collaboratori un assoluto colpo di scena: «Se dovessi vincere, la disponibilità della premiership sarà mia. E la cosa migliore sarebbe fare un passo indietro per confermare Monti a Palazzo Chigi almeno altri due anni». Un pensiero che non potrà essere espresso ad altra voce nella sfida a Bersani, ma che indica la rotta del sindaco. E sarà la sua risposta ai notabili che lo accusano di non avere un’idea
dell’Italia (Bindi), di non aver capito cosa propone (D’Alema).
I maggiorenti tengono il fiato sul collo del segretario per convincerlo a non tenere le primarie o perlomeno a regolarle in modo che non siano dirompenti per il partito. In parole povere, andrebbe trovato un escamotage anti-Renzi che nei sondaggi inizia a crescere come rivela Piepoli: al momento avrebbe la meglio con il 35% contro il 27% per Bersani. Paure che sono venute alla luce anche ieri nella riunione del leader con i segretari regionali. Ma Bersani ha stoppato i dirigenti locali mandando un messaggio anche al gruppo dirigente che
sarà sviluppato domenica alla chiusura della Festa di Reggio Emilia. «Ci vuole più coraggio e dobbiamo metterci in gioco. Le primarie servono a questo», ha detto il segretario. Parole che suonano come il sostegno a una competizione libera, aperta, vera. «Non sto neanche a guardare quale legge elettorale uscirà fuori dal Parlamento - ha spiegato Bersani . Conta fino a un certo punto. Le primarie servono infatti a entrare in contatto con la gente, a renderci popolari cioè diversi dai populisti. A uscire dalle nostre stanze per didità
mostrare che non esistono organigrammi o patti di potere. E sono necessarie persino a recuperare un po’ di credibilità della politica. Vedrete che sarà così, quando avremo una partecipazione incredibile lo capiranno tutti».
Sull’agenda Monti Renzi (che ieri è stato molto applaudito anche alla festa di Modena mentre il sindaco che difendeva D’Alema ha avuto qualche contestazione) può portare dalla sua parte una fetta del partito spaccando le correnti e vecchi sodalizi. Ma il segretario è convinto di avere una diversa solida uomo di governo e proposte più convincenti. Anche per questo, prima sgombra il campo dal clima di assedio e di insulti reciproci, meglio è. Ha più carte da giocarsi in una competizione senza attacchi personali, è il suo ragionamento. Lo ha detto ai dirigenti regionali, riferendosi al sindaco ma non solo: «Occorre recuperare il senso di responsabilità. Proprio perché non credo di aver già vinto le elezioni bisogna ricordarsi che dopo le primarie, com’è successo nelle città, dovremo lavorare insieme. Prima c’è l’Italia, poi il partito». Di questo, del Paese, parlerà domenica. Eppoi, sì, da lunedì recupererà il tempo perduto su Renzi. La campagna elettorale per la sfida interna comincerà anche per lui.

Nessun commento: