martedì 9 ottobre 2012

Gli "invisibili" senza casa non sono più solo immigrati - Vladimiro Polchi su Repubblica

In Italia c'è una città grande come Mantova popolata solo da abitanti invisibili. Una città senza neppure una casa: è la città dei senzatetto, un esercito di 47.648 persone che sopravvive tra mense e strutture d'accoglienza. Finalmente un'indagine ne traccia l'identikit: sono uomini, giovani (meno di 45 anni), hanno la licenza media, in maggioranza sono stranieri (romeni o marocchini), vivono da soli, risiedono per lo più nel Nord-Ovest e si trovano "per strada" da almeno 2 anni e mezzo. Eccole le cosiddette "persone senza dimora", cioè i nuovi poveri: non solo immigrati e non solo disoccupati.
Il primo censimento degli homeless. L'indagine sulle persone senza dimora è frutto di una ricerca di Istat 4, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora 5(fio. PSD), Caritas 6 e ministero del Lavoro. I risultati? Intanto i numeri: i senzatetto che tra novembre e dicembre 2011 hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna sono stati 47.648. Il che porta a stimare la popolazione complessiva senza dimora in una forchetta che varia tra 43.425 e 51.872 persone.
Molti gli italiani. Le persone senza dimora sono per lo più uomini (86,9%), hanno meno di 45 anni (57,9%), nei due terzi dei casi hanno al massimo la licenza media inferiore e il 72,9% dichiara di vivere da solo. Tanti gli italiani, anche se la maggioranza è costituita da stranieri (59,4%): le cittadinanze più diffuse sono la romena (l'11,5%), la marocchina (9,1%) e la tunisina (5,7%). In media, le persone senza dimora dichiarano di trovarsi in tale condizione da 2,5 anni; quasi i due terzi (il 63,9%), prima di diventare senza dimora, viveva nella propria casa, mentre gli altri si suddividono tra chi è passato per l'ospitalità di amici o parenti (15,8%) e chi ha vissuto in istituti, strutture di detenzione o case di cura (13,2%). Solo il 7,5% dichiara di non aver mai avuto una casa.
Dove vivono? Più della metà delle persone senza dimora (il 58,5%) vive nel Nord (il 38,8% nel Nord-ovest e il 19,7% nel Nord-est), poco più di un quinto (il 22,8%) al Centro e solo il 18,8% vive nel
Mezzogiorno (8,7% nel Sud e 10,1% nelle isole). Milano e Roma accolgono ben il 71% dei senzatetto. Dopo Roma e Milano, tra i 12 comuni più grandi quello che accoglie più persone senza dimora è Palermo.
C'è anche chi lavora. Il 28,3% delle persone senza dimora dichiara di lavorare: si tratta in gran parte di lavoro a termine, poco sicuro o saltuario. I lavori sono a bassa qualifica nel settore dei servizi (l'8,6% lavora come facchino, trasportatore, addetto alla raccolta dei rifiuti, giardiniere, lavavetri, lavapiatti), nel settore dell'edilizia (il 4% lavora come manovale o muratore), nel settore produttivo (il 3,4% come bracciante, falegname, fabbro, fornaio) o nel settore delle pulizie (il 3,8%). In media, quelli che hanno un lavoro guadagnano 347 euro mensili. E ancora: tra le persone senza dimora, ben il 61,9% ha perso un lavoro stabile, a seguito di un licenziamento o chiusura dell'azienda.
Perché si finisce per strada? La perdita di un lavoro risulta tra gli eventi più rilevanti del percorso di emarginazione che conduce alla condizione di senza dimora, insieme alla separazione dal coniuge e alle cattive condizioni di salute. Ben il 61,9% dei senzatetto ha perso un lavoro stabile, il 59,5% si è separato dal coniuge e dai figli e il 16,2% dichiara di stare male.

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