venerdì 12 ottobre 2012

I veri nemici della politica - Gian Antonio Stella su Corriere della Sera

Gian Antonio Stella
«La politica meno costosa la realizzò Mussolini: meno deputati, meno democrazia. Il resto sono chiacchiere e demagogia», discettava sarcastico da destra Gianfranco Rotondi. «Di questo passo visto che la legge dà ai segretari il privilegio di compilare le liste elettorali si potrebbe ridurre il Parlamento ai due leader, della maggioranza e dell'opposizione, col risparmio pressoché totale dei costi della democrazia», ridacchiava da sinistra Enrico Boselli.
Vale la pena di rileggerli, in queste settimane in cui diluvia fango, per dirla con Pirandello, i commenti che a lungo hanno liquidato il tema della bulimia e delle degenerazioni dei partiti, dei palazzi romani, delle Regioni, degli enti locali come un'«invenzione di giornalisti sfaccendati». Anche quando si trattava di bilanci fuori controllo, di indennità da 17.476 euro netti o della moltiplicazione per 41 volte degli affitti per le dépendance s della Camera.
Certo, nella scia di Napolitano che ha ricordato a tutti come per salvare la politica seria vada estirpata quella malvagia, si ascoltano infine parole di buon senso. Finalmente, dopo imperdonabili ritardi, viene accantonato l'argomento più peloso: quello che la difesa di un certo sistema equivalesse alla difesa della democrazia stessa. Come se fosse un'equazione: più costi, più democrazia. Meno costi, meno democrazia.
Non è così. E sono in tanti, oggi, a riflettere su ciò che scriveva Famiglia Cristiana : «Purtroppo la vera antipolitica è l'insensibilità dei partiti», la loro incapacità di capire «la gravità del momento» e la loro «resistenza a un profondo rinnovamento». Temi troppo a lungo bollati con un'alzata di spalle e una risatina di compatimento: «Moralismo».
Quale sia il panorama di macerie, etiche e politiche, è sotto gli occhi di tutti. Ma proprio perché la cocciuta riluttanza a curar la piaga ha messo a rischio perfino irrinunciabili valori della democrazia, cioè il nostro sistema solare, occorre ricordare che sarebbe un delitto se anche stavolta finisse come dopo
altre ondate di insofferenza dei cittadini verso chi li ha traditi. E come fu meschina nel 2007 la tesi della destra che i privilegi fossero solo di sinistra, sarebbe sciagurato oggi se la sinistra spacciasse i Fiorito e gli Zambetti come bubboni solo di destra.
Sapete quante notizie Ansa uscirono nel 2009 con le parole «costi della politica» nel titolo? Quattro: su centinaia di migliaia. Niente ma proprio niente era cambiato rispetto ai tempi dell'indignazione popolare. Anzi, i costi continuavano a salire. Eppure il problema era stato rimosso. Cancellato. Come non contassero le aberrazioni che si accumulavano ma solo la percezione dei cittadini. Occhio non vede, fegato non si rode.
E siamo andati avanti, per anni, con le intemerate. Marcello Pera tuonava contro «la becera campagna di aggressione al Parlamento che pur di abbattere Berlusconi non esita ad abbattere la democrazia». Giancarlo Lehner contestava la «Gestapo mediatica dell'antipolitica». Luigi Lusi si lagnava del suo arresto «concesso all'antipolitica». Ugo Sposetti ammoniva: «L'antipolitica è un mostro insaziabile. Qualunque cosa gli dai, vuole sempre di più». È vero. Ma quali riforme radicali sono state fatte, in questi anni, per impedire al mostro di mettere spavento?

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