domenica 7 ottobre 2012

Il PD in grande. Ovunque. - Laura Puppato all'assemblea nazionale del PD

Il PD in grande. Ovunque. Il PD di cui non vergognarsi per nulla. Questa è casa mia. Il PD più forte, senza collegamenti economici troppo stretti, per una politica con la P maiuscola di cui andare fieri. Questa politica si fonda su pochi elementi di grande spessore e certezza: sobrietà, partecipazione, crescita del PD ed esempio!
Sobrietà: cominciamo da noi stessi, evitando sprechi anche in queste primarie e paure che ci fanno rincorrere un restringimento delle regole che ci siamo dati solo perché abbiamo il timore delle infiltrazioni, del possibile inquinamento... Ma noi pensiamo a 5/6 milioni di votanti, quanti potranno essere i truffaldini organizzati? Lo zero virgola? Pensiamo di far crescere quel 99,9% che guarda avanti con fiducia e a noi come partito guida di un cambiamento necessario.
Pure siamo il Paese dell'iper legislazione, della burocrazia sempre più stringente ma anche, come risultato, il Paese terzo al mondo per la corruzione... a che cosa è servito aggiungere regole se non vi è un patto fiduciario tra di noi e col Paese che veda punire severamente chi froda e si macchia di scorrettezze per non parlare di reati... che in quanto politici - rappresentanti del popolo - devono portare alla esclusione definitiva dalle istituzioni. Dunque non aggiungere regole, ma vigilare e aumentare la posizione dell'asticella morale rinunciando a mettere i tornelli per lasciar fuori gli onesti, chi vuole partecipare e chi ci guarda come ad una grande speranza.
La partecipazione aumenterà non diminuirà il valore del PD. Anzi diciamocelo se non avremo un PD dimensionato alla necessità che sortirà da una legge elettorale - sia quella di oggi sia quella che pare prospettarsi purtroppo vessatoria di un sistema giustamente bipolare - non governeremo. Rischiamo di trovarci con in mano un cerino che si spegne. Sta a noi intelligentemente utilizzare questo straordinario
luogo di democrazia che sono le primarie per renderci attrattivi, creare fiducia, incrementare il valore sociale ed elettorale del PD.
Mi fido del PD, lo sto dicendo da giorni questa è casa mia. Portò acqua, ci vivo e ci lavoro la metto in evidenza ovunque perché voglio andare fiera.
L'Italia ci guarda, lo credo anch'io. Lo penso da tempo, ma l'Italia ci chiede coraggio vero. Sugli impegni per l'Italia, sugli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere, sul valore di un tema come l'ambiente e del valore femminile che non sono entrate abbastanza nel nostro programma per l'Italia. Portando il coraggio di uno sguardo femminile che vuole guardare avanti e non se ne importa dei folclorismi e delle diatribe che arrovellano taluni e riempiono pagine e pagine di giornali.
Al nostro segretario va il grande merito di aver voluto primarie aperte, cancellando l'automatismo previsto dal nostro statuto tra candidato premier e segretario politico, quindi merito al merito e onore all'onore.
Oggi siamo chiamati ad avere questo coraggio non è più il tempo del dubbio e dell'incertezza, non possiamo balbettare, su nulla... dobbiamo proporci e decidere, fare sintesi.
La verità, diceva il card. Martini: "Pro veritate adversa diligere". Innanzitutto la verità. Anche quando è scomoda e dunque a nessuno e per alcuna ragione sia concessa la nostra tutela dopo aver sbagliato rappresentando il popolo.
Il Lazio è un esempio ulteriore di come la politica può essere buona o cattiva. Dalla cattiva politica non ci si salva con l'antipolitica che protesta ma non governa i problemi, ci si salva con la buona politica.
Siamo qui anche e soprattutto per questo. Diamolo il segnale che il Paese aspetta. L'Italia ci guarda!
Il Partito Democratico non può essere solo una qualità associata ad un sostantivo, no è un modo di essere, di vivere, di rappresentare la realtà in politica e di trovare le vie per le soluzioni ai problemi. Il PD è questo e sono certa che anche oggi lo daremo a vedere.

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